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4 Febbraio 2019, 15:12

Chievo, due nuove armi per tentare '’l’impresa impossibile''

Il Chievo punta sul talento di Assane Dioussé e Lucas Piazon per compiere l’ ''impresa impossibile’’. Oggi la presentazione.
«Confidiamo che possano dare un contributo importante per alimentare il nostro sogno - dice il diesse Giancarlo Romairone -. Dovevamo guardare a tenere una squadra che potesse essere competitiva e salvaguardare il bilancio. Quando abbiamo percepito che qualcuno poteva avere motivazioni inferiori alle nostre lo abbiamo sostituito con altri all’altezza. Alla fine non abbiamo fatto partire i giocatori più importanti. Non era previsto Radovanovic e allora cercato subito chi lo potesse sostituire nel ruolo. Lucas è stata un'opportunità di mercato, un'aggiunta qualitativa sul finire. Giocatore tecnico dalle grandi capacità balistiche che potesse portare anche qualche giocata del singolo all’interno di una squadra compatta. Quando inserisci giocatori in corso d’opera bisogna essere il più minuziosi possibile. Le componenti per salvarsi? Lavoro e principalmente l’ambente: società, squadra, tifoseria insieme potranno fare la differenza. Queste componenti qua ci sono e quando sono unite sono molto forti».
Assane Dioussé a Empoli ha subito mostrato le sue doti: «Salvezza non è impossibile. Chievo ha dimostrato che può giocarsela con tutte. Siamo qui per fare l’impresa. Gioco dove vuole il mister, basso a centrocampo mi trovo meglio. Quando la società mi ha offerto la possibilità di tornare ho accettato subito. Portare gioco, verticalizzazione. Mi ispiro a Thiago Motta».
Lucas Piazon voleva provare un'esperienza in serie A: «Venire qui al Chievo significa tornare ad avere l’opportunità di combattere per qualcosa, di giocare visto che al Chelsea avevo pochi minuti a disposizione. Hazard grande campione da cui imparare, guardato con ammirazione anche per la posizione simile alla mia in campo. Scelto Chelsea al posto della Juve a suo tempo. Non rimpiango la decisione, non so se avessi scelto il campionato italiano se ora la mia carriera sarebbe stata migliore. Ronaldo giocatore simbolo brasiliano».

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