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13 Luglio 2019, 12:23

Summit al 3° Stormo sulle attività in occasione di interventi umanitari o nelle emergenze

il 3° Stormo ha ospitato una delegazione delle Nazioni Unite del Global Service Centre (UNGSC) e dell’Humanitarian Response Depot (UNHRD), due organismi dell’ONU con sede all’aeroporto “Orazio Pierozzi” di Brindisi e all’ex base USA di San Vito dei Normanni. Il GSC fornisce servizi di logistica, di informazioni e di supporto alle varie missioni ONU. L’HRD è, invece, un deposito di materiale da impiegare rapidamente nelle aree critiche entro poche ore dall’inizio delle emergenze, consistente in beni di prima necessità, farmaci, prodotti alimentari e equipaggiamenti vari, tra i quali mezzi di trasporto, sistemi di telecomunicazione e uffici mobili.
Scopo della visita, un confronto sulle rispettive capacità nell’ambito della logistica di proiezione attivate in occasione di interventi umanitari nelle zone di crisi. Il comandante del 3° Stormo, colonnello Francesco De Simone ha illustrato le principali capacità che il reparto è in grado di esprimere nel campo della logistica di proiezione. Particolare enfasi è stata data alla possibilità di impiego “dual use”, alla modularità degli assetti, ai ridotti tempi necessari al dispiegamento, dalle predisposizioni al trasporto fino al montaggio, delle strutture alloggiative campali nonché alle loro possibilità di accoglienza in termini di numero di persone che sono in grado di ospitare. Sono stati portati ad esempio gli impegni operativi sostenuti nell’ultimo periodo, tra questi l’emergenza Mozambico e l’esercitazione interforze Joint Stars 2019. Emblematici in tal senso gli interventi nell’ambito dei dispositivi attivati dal Dipartimento della Protezione Civile in occasione di calamità naturali (terremoto Centro Italia ed emergenza neve) o di grandi eventi (G7).
La delegazione successivamente ha potuto apprezzare “dal vivo” alcuni degli assetti dello Stormo. Tra questi, a suscitare particolare curiosità e interesse è stato il sistema sperimentale “tenda Smart Energy”, sviluppato per garantire l’autosufficienza energetica di un posto comando impiegabile sia in contesti militari sia in contesti civili. Altrettanto interesse ha suscitato il macchinario per la generazione di acqua “Veragon” che, replicando esattamente ciò che avviene in natura, produce acqua destinata ad uso umano potabile o demineralizzata (fino a 40 litri/ora, quantità sufficiente a soddisfare le esigenze di circa 200 persone al giorno) estraendola dall’umidità dell’aria e utilizzando una minima quantità di energia elettrica.

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