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16 Gennaio 2020, 13:12

Grezzanella nelle priorità 2020 della Regione. E adesso tutti ne hanno i meriti

Torna il sereno sull’orizzonte della Grezzanella. Dopo la tanto attesa firma del decreto del presidente Conte, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, la realizzazione torna possibile. L’assessore De Berti ha inviato per l’ennesima volta una lettera ad Anas con la quale aggiorna l’elenco dei progetti da finanziare con i 100 milioni dell’accordo per l’esercizio 2018-2022. Queste le indicazioni per l’anno 2020: - S.R. 62 “della Cisa”. 2° stralcio “Grezzanella” – Variante di Villafranca di Verona, per € 24.000.000; - S.R. 50 “del Grappa e del Passo Rolle”. Galleria di Lamon “Pala Rossa”, Lamon (BL), per € 8.000.000 di fabbisogno (a fronte di un importo progettuale di € 25.000.000); - S.R. 48 “delle Dolomiti”. Innesto tra la SR. 48 e la S.P. 532, ad Auronzo di Cadore (BL), per € 3.500.000,00.
Inoltre per quanto riguarda la viabilità già di competenza statale, nell’aggiornamento al contratto di programma è stato chiesto un ulteriore finanziamento relativo alla S.S.12 “dell’Abetone e del Brennero”, variante da Buttapietra Sud alla Tangenziale di Verona, per € 145.000.000;
E naturalmente si scatena la polemica politica. «Montare sul carro dei vincitori per qualcuno è diventato uno sport, una vera e propria passione - commenta l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti, commentando la concretizzazione dell’Accordo Programmatico firmato poco meno di due anni fa dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dall’allora amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani -. E così, dimentichi di tutte le accuse faziose e dei rilievi pretestuosi con cui si esibirono all’indomani della sottoscrizione del 23 febbraio 2018, oggi scopriamo che i detrattori di quell’intesa tra Regione del Veneto e Anas sono i primi a intonare gli osanna per la firma da parte del premier Conte di un decreto che non fa altro che concretizzare quell’accordo da loro tanto bistrattato».
Nei giorni scorsi, infatti, la consigliere regionale del PD Anna Maria Bigon aveva accusato: «L’assessore De Berti, in Consiglio e a mezzo stampa, aveva dichiarato che la firma del presidente del Consiglio era l’ultimo passaggio prima di poter appaltare l’opera, scaricando tutto sul Governo dimenticando che fino a poche settimane prima a Palazzo Chigi c’era la Lega. Quello che non ha fatto il governo gialloverde è riuscito invece alla nuova coalizione, con un lavoro importante anche del nostro capogruppo in Consiglio regionale, Stefano Fracasso. Adesso non ci sono più scuse per il completamento della Grezzanella».
Sulla pratica ferma al Governo, peraltro, era stato proprio un onorevole del Pd, Diego Zardini, a rivelare di chi fosse la colpa nel corso della riunione in novembre a Villafranca: «Solo ora è stato fatto il passaggio, che ancora mancava, della partita dal Ministero dei trasporti (dove l’ex ministro Toninelli del M5S l’aveva tenuta ferma con tutto il resto) alla presidenza del consiglio».
« I 100 milioni di euro per la viabilità regionale - aggiunge De Berti - non vengono oggi magnanimamente dispensati al Veneto grazie a chissà quali intercessioni politiche nei confronti del governo di Roma, come qualcuno vorrebbe far apparire, ma sono il frutto di una pianificazione attenta e previdente, di una equilibrata ricerca di collaborazione con Enti nazionali come l’Anas, attuate dalla Giunta Zaia in questi anni. La gestione dei 700 chilometri riclassificati continuerà a essere svolta da Veneto Strade anche se quest’ultima sarà partecipata da Anas, con buona pace di quanti a suo tempo si indignarono perché, a loro dire, rinunciavamo alla nostra autonomia operativa. La verità è che non abbiamo rinunciato ad alcuna nostra prerogativa e anzi abbiamo guadagnato per i veneti le risorse necessarie per creare una viabilità migliore e più sicura, risorse che diversamente sarebbero state assegnate ad altre Regioni».


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