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30 Gennaio 2020, 15:03

L’influenza in Veneto colpisce in modo più lento. Il picco stagionale è atteso per la metà di febbraio

L’influenza in Veneto colpisce in modo più lento. Il picco stagionale, dunque, è atteso per la metà di febbraio.
Nell’ultima settimana monitorata (20-26 gennaio) l’influenza stagionale in Veneto ha infatti colpito 37.700 persone, portando il totale da inizio sorveglianza a 177.100. L’incidenza è pari a 7,68 casi per mille abitanti, molto al di sotto di quella nazionale, pari a 10,58 per mille.
Lo indica il quarto Rapporto Epidemiologico del sistema di sorveglianza dell’influenza 2019-2020, redatto dalla Direzione Prevenzione e diffuso oggi dall’Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin che conferma l’importanza delle vaccinazioni.
Purtroppo si registra il primo decesso, in una bambina di 10 anni colpita da una rara complicazione che non le ha lasciato scampo. I casi gravi sono finora sei, due segnalati dall’Ulss 3 Serenissima, due dall’Ulss Marca Trevigiana e uno ciascuno dalle Ullss Scaligera ed Euganea. Nessuno dei soggetti interessati è risultato vaccinato.
La fascia d’età più colpita risulta, come sempre, quella tra zero e 4 anni, con 21,84 casi per mille, contro il 30,78 per mille a livello nazionale. Nei ragazzi tra 5 e 14 anni il tasso d’incidenza è di 16,47 casi per mille, contro il 20,68 a livello nazionale. Tra i 15 e i 64 anni si registra un aumento contenuto, con un valore complessivo di 7,11 per mille (8,95 per mille in Italia). La fascia d’età meno colpita è quella degli over 65, con 1,82 casi per mille, contro 3,44 per mille a livello nazionale.



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