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19 Marzo 2020, 17:47

Il Magalini come Covid Hospital scatena la polemica politica

Il Magalini come Covid Hospital scatena la polemica politica. Mancava proprio. A interrogarsi su presente e futuro del Magalini è la consigliera del Partito Democratico Anna Maria Bigon; «Tutte le attività saranno spostate, ad esclusione della maternità e degli interventi oncologici e urgenti, lasciando spazio ai pazienti positivi al test del Coronavirus; il Pronto soccorso viene declassato a Punto di primo intervento a cui afferiranno esclusivamente persone con patologia Covid o sospetta, eliminando un servizio enorme per il territorio. Cosa ne sarà dell’ospedale quando, speriamo presto, usciremo da questa situazione? Non poteva essere allestito un solo padiglione, lasciando i servizi per il territorio? Nel 2019 nelle sale operatorie di Villafranca e Bussolengo sono state effettuate 8777 interventi, di cui 2995 ordinari. Con la riconversione del Magalini, cosa succederà all’Orlandi? Inoltre Villafranca tra tutti gli ospedali della provincia Villafranca è quello con il personale più anziano dal punto di vista anagrafico. Anche per questo non sembra la scelta più azzeccata». La consigliera comunale del Pd Roveroni Isabella, capogruppo di Progetto Villafranca, rincara la dose «Ci chiediamo perché non si sia scelto l’Orlandi di Bussolengo o l’ospedale di Isola della Scala , per accogliere i pazienti colpiti da Coronavirus. Perché questa scelta a danno di Villafranca quando ci sono altre strutture ospedaliere con ampi spazi a disposizione da riservare a questa emergenza? Non vorremmo mai che questa sia una prima azione per smantellare il nostro ospedale. E il sindaco Dall’Oca che non alza la voce e non dice una parola per rassicurare i suoi cittadini, per contestare questa decisione? Il sindaco approva questa scelta? Non si rende conto della pericolosità di questo provvedimento per la prospettiva futura del presidio sanitario di Villafranca e dell villafranchese?».
E la risposta del sindaco Roberto Dall’Oca non si è fatta attendere: «Rimango allibito da quanto dichiarato oggi dai consiglieri Roveroni e Bigon, soprattutto in questo delicato momento. Ventilare che questa opportunità sia una congettura per smantellare il Magalini, spolverando recenti discussioni territoriali, non solo è falso, ma anche poco rispettoso nei confronti di chi sta lavorando tutti i giorni per arginare questa emergenza. Da tempo, il Consigliere Roveroni insegue fantasmi sull’ospedale Magalini che i fatti poi hanno sempre smentito. A qualcuno forse è sfuggita la dimensione di questa emergenza sanitaria. L’ospedale Magalini, essendo una struttura nuova, potrà essere il punto di riferimento di tutto il territorio per la soluzione dell’emergenza. Sarà un vanto per la città, non certo un danno, come scritto. Abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che sarà una soluzione temporanea solo per gestire questa situazione. Un unico presidio dedicato limita le possibilità di contagio. Quando l’Assessore regionale Manuela Lanzarin e il Direttore generale di ULSS 9 Pietro Girardi (nella foto in un incontro al Magalini) mi hanno chiamato per comunicarmi la scelta, ho detto prontamente che saremo stati al loro fianco perché mi fido di chi è sul campo tutto il giorno come il sottoscritto e che ha le competenze tecniche per decidere. L’ospedale verrà trasformato in struttura di pronto intervento con 28 posti di terapia intensiva, 30 pneumologia semintensiva e 90 posti per malattie infettive. Il motivo della scelta è legato al fatto che si tratta di una struttura nuova, costruita per essere modulata in base alle esigenze, con ampi spazi, impianti e dotazioni tecnologiche all’avanguardia che permettono le terapie intensive. Ad esempio, pensiamo solo al grande carico di lavoro che devono sopportare gli impianti gas medicali che sono assolutamente necessari ed essenziali per salvare una vita. Arriveranno nuovi macchinari, che poi rimarranno in dotazione, e ci sarà grande attenzione per la completa sanificazione al termine dell’emergenza. In tutto questo non vedo rischi ma solo opportunità di salvare vite e a supporto per la risoluzione dell’emergenza. Per quindici anni il territorio ha usufruito del pronto soccorso a Bussolengo, non vedo il problema di farlo ancora per un tempo limitato».


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