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20 Marzo 2020, 18:11

C’è chi non vuol proprio capire. E allora dalla Regione norme più stringenti

Proprio non si vuole capire che andare in giro se non costretti per necessità è fare del male a se stessi e agli altri. Le scene viste in questi giorni, purtroppo, non lasciano dubbi: persone con i cani in giro ovunque e non certo per pochi minuti. Ragazzi che con la scusa del passeggio del cane si ritrovano insieme e si abbracciano tranquillamente. C’è chi va in continuazione al supermercato per avere la scusa per uscire di casa. Per non parlare di chi va a correre e poi si ferma a parlare con altri podisti. Si vede che più morti in Italia che in Cina (con un rapporto di popolazione neanche minimamente avvicinabile) sono un dato che ancora non fa riflettere. Parco Tione e ciclabili meglio che restino vuote come nelle foto.
E arrivano così dalla Regione le nuove disposizioni urgenti, contenute nell’ordinanza firmata dal presidente Luca Zaia che almeno fino al 3 aprile porterà a nuove restrizioni per i cittadini del Veneto.
Per contrastare l’assembramento di persone in luoghi pubblici e aperti al pubblico, in considerazione della idoneità del fenomeno a produrre la diffusione del contagio, è stato deciso:
Sono chiusi, all’accesso di persone, parchi e giardini pubblici o aperti al pubblico o analoghi ambiti che si prestino all’intrattenimento di persone per attività motoria di qualsiasi natura, siti nel territorio regionale;
L’uso della bicicletta anche a pedalata assistita o di analogo altro mezzo di locomozione e lo spostamento a piedi, in tutto il territorio regionale, nei centri urbani e in territorio extraurbano, è soggetto alle limitazioni previste per gli spostamenti all’interno di tutto il territorio nazionale, essendo ammessi gli spostamenti verso e dagli esercizi commerciali esentati dalla chiusura; sono quindi consentiti gli spostamenti con le suddette modalità e mezzi esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche in via generale e cioè comprovate esigenze lavorative di lavoro, motivi di salute, situazioni di necessità oltrechè per gli accessi agli esercizi aperti. Nel caso in cui la motivazione degli spostamenti suddetti sia l’attività motoria o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue necessità fisiologiche, la persona è obbligata a rimanere nelle immediate vicinanze della residenza o dimora e comunque a distanza non superiore a 200 metri, con obbligo di documentazione agli organi di controllo del luogo di residenza o dimora;
Al fine di ulteriormente contrastare le forme di assembramento di persone a tutela della salute pubblica sul territorio regionale già oggetto di restrizioni per la normativa statale, l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante fuori del centro abitato: a) è consentita lungo la rete autostradale (art 2, co. 2, lett. A del codice della strada) e lungo la rete delle strade extraurbane principali (art. 2 co. 2 lettera B del codice della strada); b) è consentita limitatamente alla fascia oraria che va dalle ore sei alle ore 18 dal lunedì alla domenica, per gli esercizi posti lungo le strade extraurbane secondarie (art. 2 co. 2 lettera C del codice della strada); c) non è consentita nelle aree di servizio e rifornimento ubicate nei tratti stradali comunque classificati che attraversano centri abitati.
L’apertura degli esercizi commerciali di qualsiasi dimensione per la vendita di generi alimentari esentate dalla sospensione disposta con l’art. 1 DPCM 11.3.2020, compresi gli esercizi minori interni ai centri commerciali, è vietata nel giorno nella giornata della domenica, ferme le altre restrizioni relative alla vendita al dettaglio di cui al citato DPCM dell’11.3.2020; si riconferma, a fini di chiarezza, l’apertura di farmacie, parafarmacie ed edicole;
Nell’accedere agli esercizi aperti al pubblico per approvvigionarsi del necessario, è fatto a tutti obbligo di limitare l’accesso all’interno dei locali ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone;
Le presenti disposizioni sono adottate per ragioni ed esigenze di sanità pubblica e di igiene, con conseguente applicazione di tutte le norme, anche penali, poste a presidio delle predette esigenze».


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