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21 Marzo 2020, 12:18

Salta il consiglio e l’opposizione urla: «La maggioranza non c’è più».

Salta il consiglio comunale per mancanza del numero legale e l’opposizione compatta passa subito all’attacco al grido “La maggioranza non c’è più”. «Molti di noi avevano invitato il sindaco ed il presidente del consiglio a non convocare un consiglio che, in un momento delicato come è questo, sarebbe risultato in contrasto con le prescrizioni restrittive che il Governo ha imposto a tutta la popolazione - accusano I consiglieri comunali Paolo Martari (Cantiere delle Idee), Isabella Roveroni, Matteo Melotti e Daniele Pianegonda (Progetto Villafranca), Clara Zanetti (Movimento 5 Stelle), Andrea Cordioli (Borgo Libero) e Lino Massagrande (Noi per Voi) - ma il nostro invito è rimasto inascoltato».
La minoranza però va ben oltre e spiega le sue convinzioni per ritenere finita la maggioranza: «Chi non si è presentato non lo ha fatto per motivi di precauzione sanitaria, come qualcuno vorrebbe sostenere, bensì per ragioni di bassa politica. E’ noto che nei mesi scorsi la compagine di maggioranza ha subito delle modificazioni interne (i consiglieri Jacopo Foroni e Nicole Ortombina hanno lasciato i rispettivi gruppi (Lega e Forza Italia) per aggregarsi a quello di Villafranca Domani, nel quale sostanzialmente sono già approdati (manca solo il comunicato ufficiale) anche Stefano Predomo e Loretta Mazzi (entrambi dal gruppo Lega), oltre a Niko Cordioli, che ha lasciato il ruolo di capogruppo di Forza Italia per costituire un autonomo gruppo consiliare. Quale che sia la vera ragione, la lotta intestina al centro destra si è manifestata concretamente, quando sette consiglieri di maggioranza (i 5 di Villafranca Domani, oltre a Martina Pasetto di Forza Italia e a Maria Cordioli di Insieme si può) hanno deciso di non presentarsi all’appuntamento consigliare. Certamente non può essere chiesto all’opposizione di tenere in piedi una maggioranza che non esiste più. Ora il sindaco Dall’Oca è oggettivamente indebolito: potrà andare avanti con la propria linea, riconvocando il consiglio e non accettando le richieste di una parte dei suoi, oppure cedere a tali pressioni. Lo vedremo presto. Chiediamo ad una sola voce che il sindaco venga in consiglio per relazionare su questa crisi».


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