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7 Aprile 2020, 18:11

Rette scolastiche. Il Centrosinistra chiede un intervento immediato da parte dell’amministrazione

Il Centrosinistra chiede un intervento immediato da parte dell’amministrazione comunale sul problema delle rette scolastiche.
«Un mese fa avevamo chiesto all’amministrazione, in via riservata e senza fare clamore, di dare un segnale di vicinanza e ci era stato risposto che sarebbero intervenuti - accusano Paolo Martari, Daniele Pianegonda, Matteo Melotti, Isabella Roveroni -. Immaginavamo a breve, invece dopo trenta giorni dobbiamo prendere atto che non è stata assunta alcuna decisione. La cosa è grave e va segnalata».
Sono molte le famiglie che hanno figli in età di asilo nido o scuola materna che stanno pagando le rette scolastiche senza ricevere un servizio, poiché le scuole sono chiuse. «In aggiunta - spiegano i consiglieri di opposizione - devono sopportare il costo dell’accudimento dei figli, o diretto (perché magari nel frattempo sono a casa, ma devono lavorare o sono in cassa integrazione) o di terzi (baby-sitter o altro). È uno degli effetti di questa pandemia: certo non il principale, ma rilevante sotto il profilo economico. L’amministrazione deve immediatamente assumere le decisioni necessarie, stanziando i fondi che servono per implementare il supporto alle scuole dell’infanzia. Quanto al nido comunale, l’Ente ha una competenza diretta. Per le altre, può integrare la provvista già stanziata a beneficio delle paritarie».
Secondo il Centrosinistra le famiglie che non ricevono il servizio educativo devono essere messe nella condizione di non pagare la retta. «Così come il personale dipendente delle scuole (non solo le insegnanti, ma tutti i lavoratori coinvolti) non debbono perdere il loro lavoro. Non potendo erogare fondi direttamente a loro favore, provveda urgentemente a rimpinguare il capitolo di bilancio che finanzia le scuole dell’infanzia. O comunque assuma i provvedimenti che consentano di annullare il peso delle rette. Lasciare alla libera iniziativa dei cittadini il pagamento delle rette mensili non è decoroso, né saggio: favorirebbe diatribe e contenziosi. Né può essere sufficiente il ruolo di supplenza che sta svolgendo la FISM, che ha unilateralmente ridotto di oltre la metà la retta mensile delle scuole materne da essa gestite e/o con essa convenzionate. Il bilancio è sano e le disponibilità economiche ci sono. Confidiamo nella pronta risposta da parte di sindaco e giunta. Diversamente si renderanno corresponsabili di una ingiustizia».

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