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11 Gennaio 2021, 11:28

Dal carcere per non finire in carcere. Un progetto di legalità per le scuole

Il Comune e l’organizzazione di Volontariato Progetto Carcere 663 - Acta non Verba hanno presentato un progetto di educazione alla legalità nelle scuole del Villafranchese.
L'Associazione Progetto Carcere 663 - Acta non Verba svolge la propria attività nelle istituzioni scolastiche e all’interno della Casa Circondariale “Filippo del Papa” - S. Pio X a Vicenza. In sinergia con le istituzioni scolastiche offre la possibilità agli studenti di implementare le proprie conoscenze nel settore della giustizia e della sua amministrazione mediante un collaudato percorso formativo. Secondo le scelte degli insegnanti, i corsi possono essere destinati, con le opportune varianti, a bimbi delle elementari (quinta), di scuola secondaria inferiore (di norma, terza media) oppure del triennio delle superiori.
Per le classi quinte superiori delle Scuole di Verona e provincia è data la possibilità di avvicinarsi alla realtà carceraria attraverso un incontro virtuale con la realtà e le varie figure professionali che operano nella Casa Circondariale di Vicenza con un filmato realizzato un anno fa.
«Un progetto altamente formativo teso a promuovere comportamenti corretti e responsabili in tutti i contesti di vita - evidenzia l’assessore Anna Lisa Tiberio con la consigliere Maria Rosa Ciresola -. Questo progetto è inserito tra i percorsi formativi della Rete di Cittadinanza e Costituzione con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico di Verona. Un’occasione importante che metterà i nostri giovani studenti in contatto con Enti, Istituzioni che lavorano ogni giorno sui temi proposti».
Il sindaco Roberto Dall’Oca evidenzia che questi percorsi si inseriscono a pieno titolo nei percorsi di Educazione Civica mentre l’assessore Nicola Terilli sottolinea le finalità educative del progetto. «Le scuole del territorio si distinguono in percorsi di legalità».
Giuseppe Venturini, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico di Verona, segnala l’importanza di questo progetto per contribuire a realizzare uno degli obiettivi strategici fissati nell’agenda ONU 2030 tesi a valorizzare il senso civico e Ivan Rinaldi punta a promuovere l’approccio critico alle nuove tecnologie non solamente in contesti scolastici ma anche lavorativi.
«Guidiamo i giovani a comprendere l’importanza delle regole, con la collaborazione delle Istituzioni - spiega Maurizio Ruzzenenti, il presidente del' Associazione che agisce da più di 30 anni in questo campo -. Dal mondo del carcere siamo passati a un mondo che non abbia bisogno delle carcere dove tutti rispettano le leggi. Attraverso il coinvolgimento di altre associazioni, chiediamo ai ragazzi di individuare azioni di legalità da compiere nell’ambito scolastico ma anche azioni di solidarietà. Poi incontri a richiesta con rappresentanti di Libera o associazione Borsellino, educazione stradale, un'azione specifica di prevenzione di bullismo e cyberbullismo».
Le scuole che intendono aderire al “Progetto Carcere 663” possono mettersi direttamente in contatto con l’associazione all’indirizzo “progettocarcere663@gmail.com” oppure “maurizioruzzenti@libero.it” o direttamente al numero 330 484436. In alternativa possono contattare anche l'assessore Anna Lisa Tiberio, all’Istruzione del Comune, che provvederà a metterle in diretto contatto con Progetto Carcere 663.


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