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17 Febbraio 2021, 17:17

Mercato dell’Antiquariato e Modernariato. Valeggio riapre il centro all’esposizione di oggetti preziosi

Valeggio riapre il centro all’esposizione del Mercato dell’Antiquariato e Modernariato proposto con competenza e passione dall’Associazione Percorsi. Ripartirà domenica 28 febbraio dopo un momento di sosta forzata a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso e delle restrizioni imposte dal governo.
Nato nel 1994, il Mercato dell’Antiquariato e Modernariato di Valeggio sul Mincio è diventato l’appuntamento fisso della quarta domenica del mese e nel 2019 ha celebrato il 25° (nella foto). Centinaia di espositori hanno esposto in questi anni in piazza Carlo Alberto e nelle vie adiacenti presentando pezzi di alta qualità tra oggettistica di vario genere, mobili e collezionismo.
«Ogni 4ª domenica del mese il nostro centro storico è dedicato alle cose di altri tempi - afferma Marileno Brentegani, il presidente dell’Associazione Percorsi che ideò la manifestazione -. L’iniziativa, rinnovata nel tempo, lascia largo spazio al Modernariato, oggi molto di tendenza. Tante le richieste ricevute, sia da parte degli espositori sia da quella dei visitatori, oltre che dalle attività commerciali di Valeggio. Iniziamo in sicurezza, nel rispetto delle disposizioni governative e nello stile che contraddistingue le iniziative del nostro territorio».
Il Mercato dell’Antiquariato e Modernariato diventa un’ occasione per proporre ai visitatori anche tutte le eccellenze valeggiane attraverso itinerari per scoprire le bellezze del territorio e la possibilità di degustare la buona tavola che, insieme a storia e cultura, costituisce un patrimonio di tutta la comunità.
«Per oltre vent’anni il Mercato dell’Antiquariato e Modernariato ha animato e colorato la nostra piazza e, non da meno, ha dato il proprio contributo alla crescita economica di Valeggio - ricorda il sindaco Alessandro Gardoni -. Nel rispetto delle direttive anti-contagio attuali riparte questo appuntamento tanto amato non solo dai valeggiani, ma anche da chi proviene oltre confine. Vederlo tornare, con i suoi banchi e i suoi oggetti, riempie il cuore e ci fa sperare in una, seppur graduale, ripresa della vita».

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