Ospedale. Martari: una cicogna come segno di speranza

“La memoria è fondamentale per non dimenticare. Aiuta a ricordare le persone che si sono spese per questa struttura, coloro che ci lavorano e i tanti utenti, specie i più anziani, che hanno dovuto rivolgersi altrove in questo periodo con grandi sacrifici. Serve ricordare perché ci aiuta a mantenerci uniti come comunità”. Paolo Martari, candidato sindaco del centrosinistra, ha iniziato così l’incontro davanti all’ospedale Magalini, organizzato da Idee in Cantiere per ricordare l’incendio del 23 marzo 2003. “Mi sarei aspettato invece che fosse l’Amministrazione a promuovere un momento di riflessione condivisa su questo tema – ha aggiunto Martari -. Mi ha stupito vedere la maggioranza unita ieri in una conferenza stampa che accusa di faziosità un evento che deve ancora celebrarsi. Ricordo solo che in consiglio comunale come opposizione abbiamo condiviso tutti gli atti e le delibere relative all’ospedale. Se l’amministrazione non ha colto questa necessità, sono loro in ritardo, non è Martari che è in anticipo”. Nessuna polemica, dunque. Martari ha presentato un grande cartello con disegnata una cicogna che porta un bambino come segno di speranza, perché possano tornare a nascere nuovi bambini a Villafranca dopo tanto tempo ed ha anche sottolineato la necessità che la Regione si pronunci sulle schede sanitarie prima delle prossime elezioni amministrative. “Sarebbe un gesto che aiuterebbe a rasserenare il clima. Saperlo ci eviterebbe incomprensioni, strumentalizzazioni e polemiche inutili e favorirebbe un dialogo costruttivo su questo tema che interessa non solo Villafranca ma non serve solo ai villafranchesi. E’ fondamentale per un territorio di molte migliaia di utenti: oltre 80.000 persone che vivono ed operano tra Peschiera e la bassa veronese. Per questo motivo va tutelato come bene prezioso per il territorio”. Infine uno sguardo al futuro. “Avremo certamente un bell’ospedale, vorremmo sapere se avremo anche dei reparti qualificati e delle strumentazioni adeguate – ha concluso Martari -. C’è stato un bel risparmio col ribasso d’asta e questo lascia ampi margini per l’acquisto di tutte le attrezzature più moderne”.

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