Morìa del kiwi. Via libera dal Ministero ai rimborsi, ossigeno per i produttori

Il lavoro di squadra ha pagato. Grazie alla mobilitazione di dieci amministrazioni comunali dell’Ovest veronese, coordinate dal vicesindaco di Sommacampagna Giandomenico Allegri, il Ministero delle Politiche agricole ha riconosciuto lo stato di calamità aprendo la strada ai rimborsi. Per ottenere i finanziamenti, resi disponibili dal Piano di sviluppo rurale della Regione, gli agricoltori dovranno presentare le domande ad Avepa, l’agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura che sta predisponendo gli appositi moduli di richiesta. L’annuncio è stato dato a Villafranca dove si sono ritrovati gli amministratori in rappresentanza delle aree Sommacampagna, Sona, Pescantina, Valeggio, Villafranca, Castelnuovo, Bussolengo, Pastrengo, Mozzecane e Lazise che concentrano circa l’80% della produzione veneta di kiwi.
La moria ha iniziato a manifestarsi dal 2012 e la situazione è andata peggiorando. Ma i Comuni hanno fatto squadra, si sono confrontati e hanno interessato più volte la Regione (nella foto) e il Ministero (nella foto gli amministratori Cordioli e Valbusa a Roma). La malattia pare riconducibile ad un eccesso di acqua e per questo la giunta veneta aveva menzionato proprio la zona di produzione di kiwi tra i territori oggetto di eventi calamitosi per l’eccessiva pioggia caduta. «Un riconoscimento concreto per le imprese agricole – spiega Luigi Scattolini, direttore del Mercato Ortofrutticolo di Villafranca – che premia gli sforzi fatti anche se il problema della moria del kiwi non è certo risolto». Per questo servono nuove misure. «Da tempo chiediamo la possibilità di aumentare in deroga l’apporto di sostanza organica nei terreni interessati dal problema – sottolinea Adriano Cordioli, consigliere comunale di Villafranca e grande produttore – . La richiesta è già stata avanzata alla Regione, sostenuta dai Comuni e dalle associazioni di categoria. Non dimentichiamo che la produzione di kiwi è un’ eccellenza in Italia che non può essere affrontata da tutti. Serve una specificità operativa e una competenza particolare da parte degli agricoltori che richiedono investimenti e di conseguenza, in questo momento di difficoltà, c’è bisogno della massima attenzione da parte degli organi preposti per sostenere questa produzione».

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