Bolisani e doppietta di Valeggio al Festival Teatro della Scuola

Al Teatro Smeraldo a Valeggio sul Mincio è andata in scena la quinta edizione del Festival Teatro della Scuola. L’originale kermesse ha visto impegnati sul palcoscenico 7 gruppi teatrali di studenti provenienti da altrettante scuole della provincia veronese: primaria di Valeggio e Palazzolo, Medie di Valeggio e Castel d’Azzano, Bolisani, Anti e Medi di Villafranca per le Superiori. L’evento, nato nel 2013, aveva e mantiene lo scopo di portare sulle scene di un vero teatro, e non nella solita aula magna della propria scuola, lavori teatrali preparati dagli stessi alunni, accompagnati e guidati dai loro insegnanti e talvolta anche da preziosi esperti esterni.
«Il teatro non è solo pura esibizione di ragazzi su un palcoscenico, ma molto di più – commenta Francesco Lo Duca dell’Ufficio Scolastico Provinciale anima dell’iniziativa -. In una recente direttiva del MIUR sono state diffuse le Indicazioni strategiche per l’utilizzo didattico delle attività teatrali. Il testo valorizza le attività artistiche per sensibilizzare bambini e ragazzi sui valori educativi e culturali del teatro e fornisce, nel contempo, alle scuole indicazioni concrete per introdurre l’attività in modo stabile nella didattica».
La giuria di esperti titolati, composta da Franco Cappa della compagnia teatrale “La Barcaccia”, Lucia Ruina della “Poco Stabile” di Avesa e Roberto Ravazzin direttore dell’Omonima Compagnia Teatrale, alla fine delle due serate ha espresso il proprio giudizio proclamando i vincitori di ciascuna delle tre sezioni in competizione: scuola primaria Valeggio, scuola media Valeggio e scuola superiore Bolisani.
«Il teatro – aggiunge il vicesindaco di Valeggio Marco dal Forno – accresce anche alcune peculiarità che altrimenti non emergerebbero a pieno quali la possibilità di sviluppare le proprie capacità interpretative e creative, di riuscire a rivivere esperienze emotive di racconti ambientati nel passato e nel presente, di sperimentare emozioni collettive e individuali, di conoscere i vizi e le virtù dell’uomo, il coraggio e la viltà, l’eroismo ed il vittimismo. Attraverso la sintesi artistica dello spettacolo i ragazzi/attori vengono indotti a riflettere su se stessi e sul proprio modo di leggere e di rapportarsi con la realtà della vita».

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