Tecnologia in campo a Povegliano per cercare strutture archeologiche dell’età del bronzo

Indagine archeologica ad alto tasso tecnologico nella campagna di Povegliano. In località ‘Muraiola’ i tecnici specializzati della Cornelius Mayer di Berlino hanno scandagliato una vasta porzione di terreno, conducendo un’analisi magnetometrica volta alla ricerca di strutture archeologiche dell’età del bronzo. Attraverso un complesso dispositivo montato su ruote e dotato di sensori e localizzazione GPS, è stato possibile effettuare una mappatura del terreno fino a circa 2 metri di profondità.
La località del poveglianese era già stata teatro di scavi nel 1985, 1987 e 1988 sotto la direzione del dott.Salzani della soprintendenza ai beni archeologici di Verona, ente coinvolto anche nelle analisi attuali. «Qui a Povegliano c’è uno dei siti più importanti d’Italia relativamente agli insediamenti di quel periodo – spiega Cristiano Nicosia, professore del dipartimento di geoscienze dell’università di Padova e responsabile del progetto – . Per questo è stato scelto in questo progetto finanziato dall’Unione europea e indirizzato alle case dell’età del bronzo. I sensori misurano le differenze di campo magnetico ed i dati che trasmettono sono interpretati attraverso un sofisticato software che toglie il ‘rumore di fondo’, ovvero le possibili interferenze. Grazie anche al GPS così siamo molto accurati e precisi: possiamo trovare un ago a 2 metri di profondità. Lo scopo è di trovare tracce di strutture dell’Età del Bronzo (indicativamente si parla di secondo millennio a.C.) e poi andare a scavare praticamente a colpo sicuro».
All’indagine archeologica ha partecipato anche la sindaca Roberta Tedeschi, accompagnata dall’assessore alla cultura Nicolò Vaiente. «E’ sempre un grande orgoglio sapere che Povegliano, ancora una volta, è riconosciuto ben al di là dei suoi confini per il grande patrimonio storico-archeologico. Voglio veramente ringraziare l’associazione Balladoro per la presenza ed il supporto, in particolare il suo presidente, l’architetto Giulio Squaranti. Sono volontari preziosi che da sempre sono in prima linea nell’attività in ambito archeologico: non solo lavorano sul campo, ma contribuiscono alla diffusione delle scoperte con la cura del museo Balladoro ed attraverso pubblicazioni ed incontri. Sarà nostro compito insieme a loro fare in modo che questa grande eccellenza culturale venga valorizzata sempre di più».

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