Strage di Nassiriya. Piccinini: «Doveroso ricordare il sacrifico dei nostri uomini»

In occasione della Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, il consigliere regionale Tomas Piccinini sottolinea l’importanza di non dimenticare il sacrifico delle Forze dell’Ordine italiane impegnate nella lotta contro il terrorismo.
Sono trascorsi diciotto anni dalla mattina del 12 novembre 2003 nella quale persero la vita dodici Carabinieri, cinque militari dell’Esercito Italiano e due civili, un cooperatore internazionale ed il regista cinematografico Stefano Rolla. L’Italia era infatti impegnata in territorio iracheno con la missione di pace denominata “Antica Babilonia”, con l’obiettivo di concorrere al ripristino di infrastrutture pubbliche e alla riattivazione dei servizi essenziali, oltre alla ricostruzione del comparto sicurezza iracheno attraverso l’assistenza per l’addestramento e l’equipaggiamento delel forze locali. La proncipale sede del contingente era la città di Nassiriya, a sud del paese, nella quale la mattina del 12 novembre 2003 due attentatori iracheni fecero esplodere un camion cisterna carico di esplosivo provocando lo scoppio del deposito munizioni della base e la morte di ventotto persone, tra cui diciannove italiani.
«Ritengo sia doveroso ricordare uomini che si sono sacrificati per portare pace e solidarietà nella disperazione, dando la loro vita per favorire la rinascita di un altro popolo – afferma il consigliere Piccinini –. Perché il loro sacrificio non sia vano è necessario mantenere viva la fiamma del ricordo soprattutto per le nuove generazioni, affinché comprendano l’importanza della dedizione di tutte quelle Forze dell’Ordine impegnate in varie parti del mondo nelle operazioni di ristabilimento delle operazioni di pace e per la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo. In tal senso l’impegno italiano continua a rappresentare un esempio ed è per questo che non posso che essere orgoglioso dello slancio che anima tutti coloro che ogni giorno scrivono, nel silenzio ma con grande coraggio, la storia di questo paese».

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