La Bellezza che cura, tante realtà coinvolte sul tema della fragilità

“La Bellezza che cura” è il progetto lanciato dal Comune in collaborazione con alcune realtà del terzo settore del territorio che da anni si occupano di promuovere, in ambito sociale, una sensibilizzazione all’arte come strumento di cura e di crescita personale ed emozionale della persona.
L’obiettivo del progetto, che accompagnerà il territorio fino a Familiarmente del prossimo maggio, è formare la Comunità, soprattutto insegnanti, operatori del sociale e dell’associazionismo e giovani, affinché questa diventi un luogo di confronto e scambio, di investimento sociale sensibile e potenziante e di cultura educativa condivisa.
La progettualità avrà la durata di un anno e il tema centrale del percorso sarà la “bellezza” intesa come strumento capace di stimolare lo sviluppo di nuove modalità di “cura”, di riconoscimento e di rispetto dell’individualità e delle specificità di ciascuna persona. «L’attenzione alla dimensione di “bellezza” ci permetterà di educare un “nuovo sguardo”, capace di vedere e riconoscere le fragilità per trasformarle in risorse, sia nei contesti educativi che scolastici che di vita – sottolinea l’assessore Nicola Terilli affiancato dall’educatrice comunale Elisa Cordioli -. Il Comune ha investito 10 mila euro».
La prima azione che il progetto vuole realizzare consiste nel proporre un contest nelle scuole in cui si chiederà ai bambini ed agli insegnanti di riflettere sul grande tema della “bellezza che cura” e di produrre degli elaborati che saranno poi valutati, esposti e premiati a fine progetto.
Il primo evento, invece, si terrà il 5 Dicembre e si strutturerà in una giornata di laboratori e conferenze in cui, adulti e bambini, potranno avere esperienza diretta della dimensione di cura che esercita la bellezza, il tutto accompagnato da una calda atmosfera pre natalizia.
Gli incontri formativi, teorici e laboratoriali, aperti alla comunità sono programmati il 26 Gennaio, 2 – 9- 16 -23 Febbraio e 2 Marzo. Sempre a Marzo prenderà inoltre avvio un percorso pensato per i giovani di Villafranca, appassionati d’arte, di bellezza e di innovazione, che avranno il compito di formarsi per creare dei “percorsi turistici di bellezza sensibile ed inclusiva” che valorizzeranno le specificità sociali, culturali ed artistiche del territorio.
A Maggio, contestualmente a Familiarmente, sarà proposto poi un evento, “Il bello che cura”, due giorni di esperienze artistiche come cura per sè stessi, per le persone di cui ci occupiamo e per la Comunità in cui viviamo. Nelle giornate dell’evento si alterneranno convegni ed esperienze laboratoriali e si esporranno e premieranno gli elaborati ricevuti dal contest promosso nelle scuole.
Capofila del progetto è la Cooperativa Spazio Aperto. Alla presentazione sono intervenuti Don Antonio Scatolini (Associazione Ar-Theò con Ester Brunet), Flavia Rossignoli (Gruppo di arteterapia “Insieme” – Binario Zero), Valentina Sandrini (Fondazione “Historie”),Sara Baroni (laboratorio Idea dei Piosi di Somma e della Solidarietà di Vigasio) e Sandra Briggi (Associazione Genitori “Parliamone”). Sono coinvolti anche l’associazione “Aetherarte”, l’Associazione “Ali Colorate ASD-APS” e il Comitato San Rocco.
Per maggiori informazioni educatrici@comune.villafranca.vr.it, e mail: progettazione.spazioaperto@allcoop.it

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