Amarone Opera Wine, da questa mattina il grande rosso veronese mette in mostra il millesimo 2017 e la sua versatilità

Amarone Opera Wine, da questa mattina il grande rosso veronese mette in mostra il millesimo 2017 e la sua versatilità

Quattro piatti di altrettante aree di mercato che valgono complessivamente un giro d’affari di circa 230 milioni di euro, per rompere lo schema che classifica l’Amarone come vino da meditazione, relegandolo ad accompagnare perlopiù portate a base di cacciagione o laboriosi stufati e arrosti. È l’obiettivo di “Amarone 4wd, off the beaten track”, la prima delle due masterclass in programma il 18 giugno alle 11.30 a Palazzo Verità Poeta, in apertura del calendario di Amarone Opera Prima, l’evento straordinario del Consorzio Vini Valpolicella in programma a Verona (fino al 20 giugno). Una vera e propria prova di stile per l’Amarone, chiamato a confrontarsi con la cultura gastronomica di quattro macroregioni internazionali – Mitteleuropa, Sud Est Asiatico, Nord Europa, Usa e Canada – interpretate da Nicola Portinari, chef bistellato del ristorante La Peca di Lonigo (VI) che ha ideato la sfida con il Consorzio. La masterclass guidata dal critico gastronomico e wine expert, Davide Scapin, contempla quindi quattro piatti*, uno per ogni mercato, abbinati a una selezione blind di diverse espressioni di Amarone: fresco, ‘reciotato’, austero e potente.

È arrivato il momento di far emergere la versatilità dell’Amarone – spiega il presidente del Consorzio Valpolicella, Christian Marchesini – e di liberarlo da un preconcetto che non tiene conto dell’evoluzione stilistica e poliedrica del nostro vino premium. Si tratta di un percorso – prosegue Marchesini – che, senza rinunciare all’identità, intende valorizzare un cambiamento già in atto tra i produttori della Valpolicella. Siamo convinti che l’Amarone possa essere interpretato in maniera innovativa, attraverso l’esplorazione di nuovi canoni del gusto. Un passaggio fondamentale per rispondere all’esigenza condivisa di riportare il settore Horeca, e in particolare l’alta ristorazione, al centro della nuova strategia di azione e di promozione del Consorzio”.

La sessione per i 100 giornalisti (80 dall’estero) prosegue nel pomeriggio con la seconda masterclass “The boom generation: gli ultimi decenni dell’Amarone dalla sua escalation al successo mondiale”, condotta da JC Viens, italian wine ambassador e Wset educator. Un tasting che guarda al futuro e alla new wave in Valpolicella dettata sia dal passaggio generazionale che da giovani aziende.  In degustazione gli Amarone di 6 cantine con millesimi dal 1998 al 2016: Villa Spinosa (1998), Romano Dal Forno (2003), Cà La Bionda (2007), Le Guaite di Noemi (2010), Vigneti di Ettore (2012) e Villa San Carlo (2016).

Amarone Opera Prima continua domenica 19 al Palazzo della Gran Guardia con la presentazione dell’annata 2017 e dell’indagine “Amarone: analisi di un’eccellenza italiana.  Un confronto comparato in uno scenario di incertezza”, condotta da Banco BPM – Funzione Studi & Ricerche e a seguire “Amarone e i miti dell’ospitalità veneta, tra storia e leggenda” (dalle ore 11), con gli interventi di Mauro Lorenzon, l’eclettico oste della Mascareta di Venezia ora all’avvio di una nuova avventura professionale nella sua Enoiteca Guesteria sempre nella città lagunare; Giacomo Sacchetto, chef del ristorante La Cru di Romagnano (Grezzana -VR) una stella Michelin e Chiara Pavan, chef del Ristorante Venissa (1 stella Michelin).

Dal pomeriggio (ore 16.00) spazio anche ai wine lover e agli operatori. A loro è riservata anche la giornata di lunedì 20 giugno.

*I piatti firmati da Nicola Portinari, chef La Peca. Nord Europa: capesante atlantiche arrosto, succo di crostacei, asparagi fermentati e carpaccio di cervo marinato. Sud Est Asiatico: anguilla in forno di braci, anguria e angostura. Mitteleuropa: ravioli di bretzel, cavolo capuccio, cren, senape, succo di stinco concentrato. Usa e Canada: cheek cherry pie.

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