Tutti i sindacati si mobilitano per quello che il Piano d’Impresa di Poste Italiane può rappresentare per i lavoratori ed il servizio. Piano che, notano le organizzazioni sindacali, “arriva in concomitanza con la ulteriore cessione di azioni al mercato da parte dell’attuale Governo, destando molte preoccupazioni alla compagine sindacale della categoria”. 

Secondo Ugl, Uil, Cisl, Cgil, Confsal e Cisal il Piano nasconde insidie sociali ed occupazionali. Innanzitutto, osservano, è antieconomico per lo Stato rinunciare a incassare un dividendo che nel giro di pochi anni supererà quanto incasserebbe con questa quota di privatizzazione. E poi c’è il rischio di porre in mano ad investitori istituzionali, spesso stranieri, le decisioni sulla gestione dei risparmi e dei dati di milioni di cittadini. E sappiamo tutti quanto oggi i dati siano importanti ed abbiano anche un valore economico. 

“Abbiamo chiesto un incontro presso il Ministero dell’Economia – comunicano i sindacati- , ma siamo ancora in attesa di una convocazione, sempre tardiva e tale da ingenerare dubbi sulla tenuta occupazionale di questa azienda. 

Su questo punto infatti, da quanto leggiamo dal Piano d’Impresa presentato, emerge già chiara la previsione di un taglio occupazionale che, come abbiamo denunciato più volte in questi mesi, rischia di tradursi in un automatismo già visto nel passato, secondo l’assioma basato sull’aumento dei ricavi tramite taglio del costo del lavoro e conseguente contrazione dei servizi offerti ai cittadini”. Poste Italiane in Veneto è presente con  

  • 976 Uffici Postali 
  • 45 Centri di recapito 
  • 99 Uffici zonali di recapito 
  • 7 centri logistici/smistamento
  • 8250 dipendenti a tempo indeterminato ai quali se ne aggiungono più di 500 a tempo determinato.   

Per questa situazione i sindacati chiedono ai dipendenti di Poste Italiane una massiccia mobilitazione che è partita già da ieri con la convocazione di tutti quadri sindacali di categoria e proseguirà con assemblee in tutti posti di lavoro a partire dal 6 maggio. E’ anche prevista una grande manifestazione a Venezia il 18 maggio.  E’ stato anche chiesto un incontro al Presidente di Regione Luca Zaia e a quello di AnciVeneto Mario Conte.

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